Angelo Signorelli - 11.03.1944

Modellista per fusioni alla Falck Unione
11.03.1944 data dell’arresto, 18 anni


Angelo Signorelli racconta di aver sentito per la prima volta la parola sciopero nel 1943, non ne conosce il significato, era nato e cresciuto sotto l’educazione e la propaganda del regime fascista.
Sia lui che il fratello partecipano agli scioperi del 1944.
La notte dell’11 marzo i fascisti vanno a casa loro, la madre apre la porta, cercano Angelo e Giuseppe Signorelli. Pensano di uscire dalla finestra della camera e scappare ma Angelo dice al fratello “E se poi portano via il papà e la mamma? Io di male non ho fatto niente, e tu?” Entrambi avevano subito pensato che i fascisti li cercassero per lo sciopero, ma lo sciopero lo avevano fatto tutti e non potevano arrestare tutta la fabbrica; così si consegnano ai fascisti. Vengono portati insieme a Mauthausen e separati alla fine della quarantena.
Angelo racconta che la separazione dal fratello è stata molto difficile ma allo stesso tempo un sollievo per entrambi, perché vedere il proprio fratello patire la fame e le bastonate era troppo doloroso.
Il 5 maggio 1945, poco prima della liberazione del campo da parte degli americani, è inquadrato per l’appello insieme a tutti gli altri, uno di loro cade sfinito in terra ed il kapò lo picchia selvaggiamente.
Quello stesso giorno quel kapò sarà il primo ad essere ucciso dai prigionieri ormai liberi.